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Presidente Napolitano: un segno della rinascita culturale e civile dell'Aquila
In un telegramma, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto esprimere il proprio sincero apprezzamento per l'importante traguardo conseguito con la restituzione agli aquilani della Fontana delle 99 Cannelle da parte del FAI. "Un segno concreto - scrive Giorgio Napolitano - della rinascita culturale e civile" dell'Aquila, e la testimonianza del "fecondo rapporto che può e deve unire le istituzioni locali e le risorse private".
Qui di seguito il testo integrale:
Sono particolarmente lieto di porgere un cordiale saluto a lei, signor sindaco, alla Presidente Borletti Buitoni, alle autorità, agli esperti, ai tecnici e a tutti gli intervenuti alla cerimonia d'inaugurazione della restaurata Fontana delle 99 Cannelle dell'Aquila.
Elemento emblematico del paesaggio architettonico aquilano e immagine familiare per ogni italiano, il duecentesco monumento costituisce una fra le più alte testimonianze di una committenza colta e raffinata che diede impulso al rinnovamento urbanistico e artistico della città.
Grazie al meritorio e generoso contributo del FAI - Fondo Ambiente Italiano, che si è fatto capofila di un'autentica gara di solidarietà fra imprese, associazioni e singoli cittadini, la Fontana è oggi restituita alla comunità aquilana quale segno concreto della rinascita culturale e civile del suo territorio, già avviata con coraggio e tenacia dal nobile popolo abruzzese e dalla partecipe vicinanza dell'intero Paese.
Nell'esprimere il mio sincero apprezzamento per l'importante traguardo conseguito, che sottolinea il fecondo rapporto che può e deve unire le istituzioni locali e le risorse private, formulo ogni fervido augurio per il successo della cerimonia e rinnovo a tutti un caloroso pensiero.
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
La Fontana 99 Cannelle torna agli aquilani
"Dalla terra nasce l'acqua, dall'acqua nasce l'anima..." scriveva il filosofo greco Eraclito, rafforzando la valenza dell'acqua come simbolo di vita e di rinascita. Era scritto nel destino dell'Aquila, quindi, che proprio dal suono dell'acqua che torna a scorrere dovesse partire la rinascita del capoluogo abruzzese, duramente colpito dal terremoto del 6 aprile 2009. È proprio questo il meraviglioso suono che ha accompagnato la riconsegna agli aquilani da parte del FAI della Fontana delle 99 Cannelle, monumento simbolo della città in cui l'acqua ha ripreso finalmente a fluire. Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni e il Capo Delegazione FAI dell'Aquila, Andrea Tatafiore.
Facendosi portavoce e rappresentante di una concreta azione civile composta da aziende, privati, professionisti e società imprenditoriali, il FAI aveva subito dato il via al primo cantiere per il recupero di un bene storicoartistico della città abruzzese, grazie ai tanti italiani che avevano risposto alla campagna di raccolta fondi "SOS Monumenti Abruzzo". Dopo un impegnativo lavoro, che ha permesso il consolidamento sismico del monumento, la ricostruzione della muratura nelle zone crollate e il recupero e il restauro del paramento in conci di pietra e della pavimentazione, la Fondazione raggiunge così il primo risultato concreto e tangibile sul patrimonio monumentale dell'Aquila, mantenendo fede a una promessa che oggi, per tutti gli aquilani, ha il sapore dolce e reale della speranza.
Il restauro della Fontana, che rappresenta a oggi il primo e unico intervento portato a termine su un monumento del centro storico, è un piccolo grande passo alla ricerca dell'identità perduta della città abruzzese, a testimonianza del fatto che dalla fiducia nella propria cultura può nascere la forza morale per resistere e contrapporsi alle avversità. Il FAI è ben consapevole del fatto che il restauro della Fontana non possa migliorare la vita quotidiana di una popolazione ferita, allontanata dalle proprie case e tuttora dispersa. Ma vedere e ascoltare l'acqua fluire di nuovo dalle 99 cannelle porterà certamente un po' di calore e di speranza.
Partner principale di questo ambizioso restauro è stato Jarno Trulli con l'associazione Abruzzo nel cuore, così come fondamentali sono stati Borsa Italiana e ASSOSIM che subito hanno aderito alla richiesta di collaborazione del FAI. Mapei ha donato quindi i materiali necessari per il consolidamento, il restauro e l'impermeabilizzazione; Edimo Restauri Srl e Eugeni Pericle Srl hanno eseguito i lavori di restauro regalandone una quota; lo Studio di Architettura Salvatici-Ripa di Meana di Perugia - Daria Ripa di Meana, Bruno Salvatici, lo Studio Menichelli Ingegneria di Assisi - Claudio e Giacomo Menichelli, lo Studio Walter Bianchi di Giano dell'Umbria che insieme hanno offerto pro bono lo studio di progettazione e la direzione dei lavori di restauro;anche Keen Comunicazione ha offerto pro bono la campagna stampa e il sito dedicato.
Infine il FAI desidera rivolgere un calorossisimo ringraziamento alle sue Delegazioni, che con vari eventi in tutta Italia hanno raccolto cifre significative per questo restauro, agli oltre 2500 iscritti FAI e a tutti gli italiani che hanno aderito all'appello "SOS Monumenti Abruzzo".
Massimo Cialente: la vita rinasce dove tutto ebbe inizio
La Fontana delle 99 Cannelle, il primo, tra i monumenti aquilani devastati dal sisma del 6 aprile 2009, che verrà restituito al pubblico grazie all'intervento del Fai, è profondamente legato alla storia e alla fondazione stessa della Città dell'Aquila.
Proprio nella zona della Rivera, infatti, sorse, nella metà del XIII secolo, il primo nucleo del nuovo centro urbano. La Fontana, preziosissima per l'approvvigionamento idrico dei suoi abitanti nel corso dell'intera storia del capolouogo d'Abruzzo, raffigura, secondo la leggenda, i volti dei 99 castellani che avrebbero concorso alla sua fondazione.
Storia e tradizione, verità e leggenda, si incrociano sulle pietre rosa e bianche di questo splendido monumento, opera dell'architetto Tancredi da Pentima.
Ecco perché per tutti noi essa costituisce un simbolo e un emblema dell'unità culturale e della comune identità che, in questa fase drammatica della nostra storia, costituiscono le basi della rinascita e della ricostruzione.
In questo momento la Municipalità Aquilana, infatti, ha bisogno di ritrovarsi proprio intorno ai suoi valori, ai suoi simboli e alla sua storia.
È dunque particolarmente e singolarmente significativo che la ricostruzione della Città parta proprio dal luogo della sua "costruzione" primaria, ossia dal borgo e dal monumento da dove tutto ebbe origine.
Come Sindaco dell'Aquila ringrazio, dunque, il FAI con viva e commossa sincerità, a nome dell'intera Municipalità Aquilana, per il generoso intervento di cui si è reso protagonista.
Un progetto concreto, immediatamente operativo e di pregevole risultato, quello a cura del Fai, che restituirà alla Città e all'Italia uno dei monumenti più suggestivi e più significativi del Capoluogo d'Abruzzo.
Un'iniziativa, tengo a sottolineare, tanto più importante in quanto, peraltro, inserita in un programma globale di recupero e valorizzazione del borgo, concertato con gli organi istituzionali preposti e con gli stessi cittadini, che riporterà la vita proprio nel luogo da dove la storia centenaria di questa città ebbe origine.
Il Sindaco
Massimo Cialente
Intervista ad Andrea Tatafiore: un messaggio di speranza, presenza e solidarietà
E' passato più di un anno e mezzo dalla catastrofe del 6 aprile 2009. Nella sua testimonianza pubblicata sul Notiziario 111, a pochi mesi dal dramma, lei ci aveva parlato di un "orco" il cui urlo tremendo aveva distrutto quel "microcosmo perfetto" quel "nido accogliente e sereno" che era la sua città. Ora il FAI mantiene la promessa fatta agli aquilani, riconsegnando la Fontana delle 99 Cannelle, monumento simbolo dell'Aquila. Quali sono oggi le sue emozioni ascoltando l'acqua che sgorga di nuovo?
L'inattesa ed enorme catastrofe che ha colpito la mia città ha determinato negli aquilani un insieme diversificato di sentimenti. Le mie emozioni di aquilano innamorato della città sono difficili da decifrare ma, di certo, alla luce del nostro vincente impegno contengono pura felicità e fierezza per aver raggiunto con il FAI il primo risultato concreto e tangibile sul patrimonio monumentale e simbolico dell'Aquila ferita a seguito del sisma.
Quali sono stati i principali problemi affrontati durante questi lunghi mesi? Come si è riusciti a risolverli?
Abbiamo avuto una infinità di problemi di carattere organizzativo dato che i nostri interlocutori istituzionali, nei primi mesi dalla catastrofe, erano alle prese con un insieme di problemi legati alla gestione di una collettività sparsa in tende e in alberghi e con immobili e monumenti ancora tremanti per le continue scosse che ancora oggi perseguitano questo territorio. In questo contesto confuso ed indaffarato la nostra determinazione, il prestigio della Fondazione e la fiducia personale riposta dal Sindaco e della Protezione Civile sulle nostre persone, ci hanno permesso di ottenere la possibilità di restaurare la Fontana, opera che, forse in quel momento, poteva essere affidata esclusivamente al FAI.
Come ci aveva dichiarato allora, il FAI si è preso l'impegno di curare e salvare quel cuore pulsante della città racchiuso nelle 99 cannelle. Che valore assume per lei questa promessa mantenuta? Quale il messaggio che il FAI riesce così a inviare all'Aquila e agli aquilani?
Sono estremamente fiero dato che mi sono sentito come mi sento parte attiva e determinante nel percorso istituzionale e relazionale che oggi ci permette di ammirare un monumento portato al suo originale ed unico splendore. In verità essendo stati, di fatto, i primi ad ottenere una diretta responsabilità dal Comune e dal Ministero consistente nel restauro di un monumento simbolo della città su di noi, come su di me che ho vissuto la città in questi duri mesi e che rappresento il FAI nel territorio, gravavano come gravano curiose e esigenti attese che ora sappiamo di poter affrontare fieri dell'indiscutibile valore del risultato ottenuto, per giunta, in una tempistica molto ridotta.
Tutto ciò ci permette di comunicare un messaggio importante e complesso che posso rappresentare in tre parole già si percepite in modo concreto nella collettività: speranza, presenza e solidarietà.
Sindaco Cialente: la rinascita dell'Aquila è già partita
Un momento importante nella ricostruzione della città dell'Aquila, la dimostrazione concreta della volontà degli aquilani di risorgere dopo il drammatico terremoto dello scorso anno, ripartendo proprio dal monumento simbolo della città, la Fontana delle 99 cannelle. Secondo Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, il restauro della Fontana inaugurato dal FAI lo scorso gennaio, "è emblema della rinascita e nuovo stimolo alla vita dell'Aquila e dei suoi cittadini. Non solo perché è un monumento profondamente legato alla storia e alle origini della città, ma soprattutto perché quello del FAI è il primo vero intervento di recupero di un bene artistico nella città., Colpita al cuore dal sisma, ferita dai tanti morti, dalla diaspora dei suoi cittadini, dall'annientamento del tessuto sociale, L'Aquila ha dimostrato e continua a dimostrare di avere l'energia e la determinazione per andare avanti. Con caparbietà, con orgoglio, con dignità".
Proprio grazie all'intervento concreto e immediato del FAI, prosegue il sindaco Cialente, "che ancora una volta ha dimostrato sensibilità e impegno per i valori artistici e culturali, da questo luogo dell'anima di ogni aquilano ripartirà la nuova Città. Una Città suggestiva per i suoi tesori artistici e architettonici, fiera delle sue testimonianze di una storia millenaria, ma anche più moderna e funzionale. Bella, insomma, come e più di prima".
FAI: L'Aquila, dove sono le istituzioni?
Le macerie delle case sono macerie di vite! Parte da questa considerazione la riflessione della Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni, che chiede a gran voce un intervento forte e concreto delle Istituzioni per restituire vita e orgoglio alla città dell'Aquila colpita al cuore dal tragico terremoto dello scorso anno. "La protesta spontanea dei cittadini dell'Aquila - spiega Ilaria Borletti Buitoni - apre un'importante e necessaria riflessione su come affrontare la ricostruzione dopo eventi catastrofici quali terremoti, alluvioni, frane che si sono susseguiti nel nostro Paese. Dare nel breve periodo la possibilità a chi ha perso la propria casa di avere un tetto sopra la testa è sicuramente l'esigenza primaria ma deve essere subito seguita dalla improrogabile necessità di affrontare la ricostruzione di una città ridandole la propria identità".
In particolare, la Presidente FAI sottolinea come "chi ha subito un trauma grave come i cittadini dell'Aquila, ha estremo bisogno di sapere che si sta percorrendo una strada magari lunga ma che porterà a ritrovare la propria casa, la propria città, i propri punti di riferimento, in altre parole i segni della propria vita e della propria memoria. Le Istituzioni sono tenute a mantenere questo impegno. Il FAI, che protegge il patrimonio artistico del nostro Paese, un patrimonio che è anche la nostra identità, è in prima linea per favorire il recupero del centro storico dell'Aquila con il progetto di restauro della Fontana delle 99 Cannelle, simbolo della città e segno di identità per gli aquilani e chiede quindi alle Istituzioni di esprimersi con chiarezza sui tempi e sui modi in cui si prevede avvenga la ricostruzione del capoluogo abruzzese. Nessuna casa appena costruita, anche se in modo ineccepibile, riempie il vuoto e compensa il dolore di chi continua a vedere le macerie di ciò che è stato e che ha vissuto, senza intravedere una speranza di rinascita".
Sofia Bosco: un intervento competente a difesa dell'identità culturale
Dolce e coinvolgente come una promessa mantenuta, entusiasmante come la voglia di rinascita che fa battere all'unisono i cuori degli aquilani. A fine gennaio, il FAI ha dato il via al progetto di restauro della Fontana delle 99 cannelle, monumento simbolo della città dell'Aquila colpita al cuore dal terremoto del 6 aprile 2009. Si tratta del primo cantiere per il recupero di un bene storico-artistico della città abruzzese, reso possibile grazie ai tanti italiani che hanno risposto alla campagna di raccolta fondi "SOS Monumenti Abruzzo". Il FAI si è fatto così portavoce e rappresentante di una concreta azione civile composta da aziende, privati, professionisti e società imprenditoriali.
"Fra gli ostacoli che abbiamo affrontato - spiega Sofia Bosco, Direttore ufficio FAI di Roma e coordinatrice del progetto, sono stati sia di natura pratica, per il susseguirsi delle scosse nei mesi successivi al sisma, sia di tipo amministrativo. Il FAI ha dovuto stipulare una convenzione speciale con la Protezione Civile, incaricata dallo Stato anche di gestire gli interventi relativi ai beni culturali. Al fianco della Soprintendenza dell'Abruzzo abbiamo poi studiato i documenti storico artistici del monumento per comprenderne i danni e i punti di debolezza, stilando infine un progetto diviso in due fasi, che dovrebbe completarsi entro il 2010: la prima finalizzata a mettere in sicurezza il monumento, garantendogli solidità antisismica. In questa fase si ripareranno le lesioni e i crolli, estendendo l'intervento al muro di cinta e alla porta di accesso alla piazza dove la Fontana è allocata. La seconda fase prevede invece l'intervento sui danni ai rivestimenti, la ripulitura e il consolidamento delle vasche. Il FAI è stato favorito in questa sua azione per l'affidabilità e competenza che negli anni ha dimostrato di meritare, riuscendo a coinvolgere numerosi professionisti e aziende: i main sponsor Borsa Italiana ed Assosim; lo studio Salvatici Ripa di Meana che sarà responsabile della progettazione e direzione dei lavori; gli sponsor tecnici Mapei, Edimo Restauri, Eugeni Pericle, Keen Comunicazione".
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