Mayor Cialente: the rebirth of L'Aquila has already begun

FAI: L'Aquila, where are the institutions?

Sofia Bosco: competent action in defense of cultural identity



 
IL FAI PER L'AQUILA

Il 6 aprile 2009, il terremoto ha colpito al cuore l'Abruzzo e L'Aquila. La Fontana delle 99 cannelle, monumento simbolo della città, è stata seriamente danneggiata. Il FAI, senza indugi, si è mobilitata subito sia lanciando la campagna di raccolta fondi “SOS Monumenti Abruzzo”, sia mettendo a punto un modello di intervento in cui si è fatto portavoce e rappresentante di un'azione civile di più soggetti che desideravano partecipare concretamente al salvataggio del patrimonio storico-artistico della città.

A fine gennaio 2010 è stata finalmente annunciata l'apertura del progetto di restauro della Fontana delle 99 cannelle, il primo cantiere di restauro di un bene storico-artistico della città abruzzese.


Il progetto di restauro: una strada irta di ostacoli
L’apertura del cantiere di restauro è stata un’impresa impegnativa e piena di ostacoli da superare. La difficoltà più grande è stato il susseguirsi di scosse di terremoto anche nei mesi successivi al sisma, che non hanno permesso l’analisi statica completa dell’edificio e il conseguente inizio dei lavori per alcuni mesi.

Nonostante ciò, con l’aiuto della Soprintendenza Beni Architettonici e per il Paesaggio dell’Abruzzo il FAI ha studiato i documenti storico artistici del monumento per comprendere i danni che in seguito al sisma esso aveva subito e per conoscere la statica antica e i punti di debolezza che nei secoli la fontana aveva accumulato.

Successivamente è stato predisposto un progetto di restauro diviso in due fasi:
la prima di carattere strutturale, per mettere in sicurezza l’intera superficie del monumento e per dare solidità e tutela antisismica che evitino rischi analoghi in futuro. Per questa prima fase è prevista la riparazione di tutte le lesioni e i crolli che il monumento ha avuto, estendendo l’intervento al muro di cinta e alla porta monumentale di accesso alla piazza dove è allocata la fontana;
la seconda fase prevede l’intervento sui danni ai rivestimenti, sulle ripuliture delle macchie create dai licheni e dagli attacchi micro batterici, sul consolidamento delle vasche ed il loro trattamento.


Un nuovo modello di intervento
Trattandosi di un bene non di proprietà o in affidamento al FAI, ma di un monumento storico pubblico italiano, è stato necessario creare un modello di intervento leggermente diverso da quello seguito solitamente dal FAI, che garantisse lo stesso buon risultato.

Il FAI ha nominato così Sofia Bosco, Direttore ufficio FAI di Roma, coordinatore del progetto e interlocutore unico davanti alle istituzioni territoriali, alla Protezione Civile e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sia ai professionisti che internamente alla Fondazione o da esterni partecipano a questa iniziativa: lo studio Salvatici Ripa di Meana, responsabile della progettazione e direzione dei lavori; le aziende che concorrono anche con un loro contributo come sponsor tecnici (Mapei, Edimo Restauri, Eugeni Pericle, Keen Comunicazione), Borsa Italiana ed Assosim che in qualità di main sponsor della prima parte del progetto, rendono i nostri sforzi possibili.